Acto: In lotta contro il tumore ovarico
ACTO Onlus é un’Associazione italiana nata su iniziativa di un gruppo di donne colpite da carcinoma ovarico,
e di medici oncologi che si occupano in prevalenza di questa patologia.
“Cinque anni fa mi è stato diagnosticato uno stadio avanzato di tumore ovarico. Per un anno ho avuto sintomi che non sono stati capiti. Una volta effettuata la diagnosi, è iniziato il mio tortuoso percorso per cercare di comprendere di piu’ su questo terribile male, e sui motivi per i quali nella maggior parte dei casi, la diagnosi corretta viene fatta quando è troppo tardi”.
La fondatrice dell’associazione ACTO Onlus, Maria Flavia Villevieille Bideri, prosegue “uno dei motivi per cui il carcinoma ovarico viene diagnosticato tardi, è la poco conoscenza, e in diversi casi la totale ignoranza della malattia. Spesso le donne trascurano sintomi che, se persistenti nel tempo o se in presenza di fattori di rischio, dovrebbero esortare ad effettuare indagini più approfondite. A ciò si aggiungono informazioni nebulose da parte dei media o del personale sanitario. La consapevolezza del problema diventa quindi il primo passo verso la lotta al tumore femminile con il piu’ alto tasso di mortalita’.”
Sullo stile delle varie associazioni mediche negli Stati Uniti, che coinvolgono attivamente i pazienti fornendo piattaforme di discussione, scambi di dati ed informazioni, le fondatrici di ACTO Onlus hanno istituito la prima associazione italiana di pazienti nata per combattere il carcinoma ovarico.
“La lotta ad un male spesso asintomatico, insidioso e difficile da diagnosticare, necessita una vera e propria alleanza in cui pazienti, ricercatori, medici, strutture sul territorio e imprese si uniscano e collaborino, ciascuno con le proprie competenze, al progetto comune contro il cancro all’ovaio. Un progetto in cui le pazienti giocano un ruolo attivo nel definire le priorità, impostare il lavoro e valutare i risultati”. La Bideri aggiunge “l’associazione ha organizzato punti di informazione in foyer teatrali e piazze. Stiamo progettando con gli specialisti un questionario da inserire sul nostro sito per una valutazione preliminare del rischio genetico. Vogliamo promuovere anche in Italia una giornata per la consapevolezza del tumore ovarico.
Abbiamo inoltre aperto canali di comunicazione con altre associazioni che hanno lo stesso nostro obiettivo in Europa, ed il 3 Dicembre 2010 abbiamo organizzato un convegno presso l’istituto Mario Negri di Milano, durante il quale le pazienti si sono confrontati con medici e ricercatori, sullo stato della ricerca. Abbiamo anche promosso e “adottato” un progetto di ricerca che vede riuniti Ieo, Ifom e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Vorremmo infine instillare un maggior senso di urgenza. Esistono tempi morti nella ricerca, e rivalita’ tra laboratori e centri di studio che rallentano il percorso verso una cura. Perche’ nel nostro caso, a volte, sei mesi possono costituire la differenza tra la vita e la morte”.



















